PROCEDURA DI
VALUTAZIONE COMPARATIVA A UN POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI
PRIMA FASCIA, AVVISO PUBBLICATO
SU G.U. N. 30 –serie
speciale- DEL 15.04.2003 IV SERIE SPECIALE - FACOLTA' DI SCIENZE
SOCIALI DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI “G.
D’ANNUNZIO” DI CHIETI – PESCARA PER IL
SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE IUS 20 / FILOSOFIA DEL DIRITTO.
Il giorno 13 ottobre 2003 alle ore 11.00, presso i locali del Rettorato dell’Università
degli Studi “G. D’Annunzio” in Chieti, ha avuto luogo la 3° riunione della
Commissione costituita per il concorso di cui in premessa.
La Commissione, composta dai seguenti professori:
Prof. Francesco D’Agostino - Presidente
Prof. Francesco Cavalla - Membro eletto
Prof. Mario Jori - Membro eletto
Prof. Antonio Tarantino - Membro eletto
Prof. Bruno Montanari - Segretario
risulta presente al completo e pertanto la seduta è
valida.
Il
presidente invita i Commissari a esprimere, dopo attenta analisi del profilo
curricolare, dei titoli e delle pubblicazioni, un giudizio individuale per ogni
candidato e a leggerlo ad alta voce alla Commissione.
GIUDIZI INDIVIDUALI
Candidato BACCELLI LUCA
Prof. Bruno Montanari
Il
candidato Baccelli presenta nel suo curriculum l’indicazione di una attività
didattica apprezzabile per continuità e costanza.
Prof.
Antonio Tarantino
Il candidato
Baccelli presenta nel suo curriculum l’indicazione di una ampia e continua
attività didattica.
Prof.
Mario Jori
Il
candidato Baccelli presenta un curriculum che dà prova di una costante attività didattica
Prof.
Francesco Cavalla
Il candidato
Baccelli presenta nel suo curriculum l’indicazione di una ampia e costante
attività didattica.
Prof. Francesco D’Agostino
Il candidato
Baccelli presenta nel suo curriculum l’indicazione di una ampia e apprezzabile
attività didattica
Candidato CASCAVILLA
MICHELE:
Prof. Bruno Montanari - Segretario
Michele Cascavilla ha percorso la sua carriera accademica fino al ruolo di professore associato nel settore disciplinare attualmente indicato come jus 20 e svolge attività didattica, a diverso titolo e quasi ininterrottamente, dall’a.a. 1997-98.
E’ autore di numerosi saggi
e di tre monografie nelle quali ha toccato e sviluppato tematiche relative a
questioni classiche della filosofia del diritto, dimostrando una particolare
propensione per l’analisi antropologica alla luce della tradizione
ontologico-metafisica, pur nella drammaticità della vita comune. Penso
soprattutto alla monografia su Rosmini.
Inoltre, nell’ultima
monografia, la quale è conferma, tra l’altro, di un impegno scientifico
protratto nel tempo e senza interruzioni, Cascavilla traccia un itinerario
storico del pensiero giuridico, mostrando con efficacia e ricchezza di
riferimenti tematici, luci e ombre del fenomeno-diritto.
In definitiva ritengo che il candidato, nella valutazione comparativa alla quale si è sottoposto, sia senz’altro idoneo per ricoprire un posto di professore di ruolo di I fascia.
Prof. Antonio Tarantino - Membro eletto
Il candidato presenta tre monografie svolte
con rigorosità scientifica e con alcuni spunti di originalità; una sul
socialismo giuridico italiano, l’altra su colpa, infelicità, giustizia e pena
in Rosmini e l’altra sul diritto insufficiente e necessario. Presenta inoltre
alcuni saggi pubblicati in riviste e in volumi collettanei. Sono saggi che si
sviluppano intorno alle problematiche attuali dei diritti umani e che sono
svolti con lo stesso rigore metodologico delle monografie.
La produzione scientifica del
candidato, attento studioso di Filosofia del diritto, che presenta spunti di
originalità, è svolta con sicura rigorosità metodologica, ed è pertinente alle
tematiche delle discipline del settore concorsuale; dimostra inoltre,
padronanza approfondita della materia trattata e maturità nell’accostamento
delle teorie raffrontate; dimostra anche una capacità critico- ricostruttiva
molto buona.
Prof.
Mario Jori - Membro eletto
Il
candidato, oltre ad una intensa attività didattica, ha dato prova di una
attività scientifica coerente e continuativa. Il suo primo lavoro, risalente
alla fine degli anni settanta, è dedicato ad Henri Lefebvre e denota non solo
interesse, ma altresì acume nel valutare un autore, in quegli anni ben più noto
che non oggi, i cui contributi alla teoria della dialettica e alla dottrina
dello Stato erano da ritenere sicuramente rilevanti e provocatori. Gli anni
successivi sono stati dedicati dal Cascavilla agli studi sul socialismo
giuridico italiano, che si sono concretizzati in una monografia del 1987. L’interesse
storiografico risulta in questo lavoro subordinato a quello teoretico e
politico; il socialismo giuridico viene interpretato nella e secondo la
categoria di un movimento di emancipazione sociale, di grande ricaduta
naturalmente sulla teoria del diritto e dello Stato. La seconda monografia del
Cascavilla, apparsa nel 1995, è dedicata al pensiero del Rosmini. La scelta del
tema mostra il perdurante interesse del candidato per la teoria del diritto
penale. Il lavoro è di sicuro interesse e interviene in un contesto, come
quello degli studi rosminiani, non sempre calibrato criticamente. Si tratta di
una ricerca ben condotta, ampia, che sottrae Rosmini ai paradigmi angusti della
filosofia italiana dell’Ottocento, per reinserirlo con forza in un dibattito filosofico-giuridico
di assoluta attualità. Dopo alcuni saggi, non a caso pensati e pubblicati nel
ricordo del maestro Italo Mancini, Cascavilla ha prodotto un ultima monografia,
Il diritto insufficiente e necessario, che
già nel titolo mostra la chiara opzione teoretica di fondo dell’autore. Si
tratta di un testo ambizioso, forse troppo ambizioso, ma che conferma la
serietà di studioso del Cascavilla, la sua chiara vocazione filosofica e
il consapevole radicamento del suo
lavoro scientifico nell’ambito della filosofia del diritto (un dato questo,
meno ovvio di quanto non possa apparire sulle prime, considerando i connotati
che ha assunto la filosofia del diritto italiana più recente). In sintesi, a
giudizio di chi scrive il Cascavilla appare indubbiamente tra i candidati
meritevoli di essere presi in considerazione ai fini della presente valutazione
comparativa.
Prof. Francesco Cavalla - Commissario
Michele Cascavilla si laurea
in Filosofia nel 1977; peraltro diventa ricercatore si ruolo e poi professore
associato in filosofia del diritto: disciplina alla quale dedica con continuità
e costanza sino ad oggi il suo impegno didattico e scientifico.
Nella produzione di Michele
Cascavilla possiamo notare in primo luogo una serie di scritti minori, spesso
dettati da non immeritevoli interessi culturali locali: in essa tuttavia il
candidato ha modo di dimostrare la sua capacità di misurarsi con Autori
impegnativi, come accade nel breve ma intenso saggio sul pensiero di Maritain.
In epoca giovanile il Cascavilla
redige un breve ma articolato lavoro dedicato al Socialismo giuridico. Qui si
cerca di chiarire, intanto, con apprezzabile spirito scientifico una categoria
effettivamente incerta, quale è quella di “socialismo giuridico”: L’Autore, pur
mostrando che sotto tale denominazione si raccolgono autori di diverso
orientamento, interesse e ispirazione filosofica, mette in luce quale sia il
polo tematico unitario, cioè la critica dell’ordinamento e il progetto
riformatore al fine di promuovere una più articolata giustizia sociale. Dopo
queste precisazioni l’Autore esamina con chiarezza il pensiero di alcuni Autori
(Ravioli, Ferri, ecc) così da giustificare un equilibrato giudizio finale sui
pregi e limiti del lascito cultuale della corrente considerata.
Più recente e più intenso è
il lavoro del Cascavilla sul pensiero penalistico di A. Rosmini. Qui l’A.,
sebbene non si mostri sempre adeguatamente informato sulla letteratura critica
in argomento, esibisce categorie analitiche di grande chiarezza e capacità ermeneutica
per l’analisi del grande Roveretano: il pensiero del quale mette giustamente in
luce più la capacità di agitare problemi che di rispondere secondo categorie di comodo.
Infine si nota il volume dal
titolo il diritto necessario ma non
sufficiente: qui si raccolgono contributi diversi per tema (e per tempo di
redazione) di interesse certamente diseguale, idonei tuttavia a testimoniare la
varietà degli studi dell’Autore e il costante impegno produrre analisi chiare
ed equilibrate.
Vi sono dunque tutti i motivi per ritenere Cascavilla un candidato rilevante ai fini della presente procedura comparativa.
Prof. Francesco D’Agostino - Presidente
Il candidato ha una connotazione scientifica molto
forte, che gli proviene dall’alto magistero di Italo Mancini di cui è stato
allievo, fino alla prematura scomparsa. Presenta tre monografie, che
testimoniano la varietà dei suoi interessi. Nella prima, Il socialismo giuridico italiano, Cascavilla dà prova di adeguate
capacità di ricostruzione storiografica in ordine a un movimento poco studiato
e di non facile approccio ermeneutico. Nella seconda monografia. Colpa e infelicità, il candidato
affronta il pensiero filosofico-giuridico di Rosmini, con tratti di sicura
originalità e con pari attenzione alla prospettiva storica del tema e alle
urgenze tematiche dell’odierna filosofia del diritto penale. L’ultimo libro da
lui scritto, Il diritto insufficiente e
necessario, mostra la completa maturazione della sua riflessione, che si
afferma sempre più in un orizzonte di autonomia teoretica. Accanto a questi
volumi, il candidato presenta sette saggi, che attestano la sua capacità di
prendere posizione nei confronti di autori e tematiche di diversa valenza
storica ed ermeneutica: l’affezione per il tema dei diritti umani, che prevale
indubbiamente nel pensiero di Cascavilla, non gli impedisce di dedicare
attenzione ad autori della tradizione marxista, come Henri Lefebvre, o al
pensiero di teologi, come Bonhoeffer. In sintesi, considerando altresì l’ampia
e varia attività didattica, per l’ampio lavoro svolto, l’accuratezza delle
ricostrizioni storiografiche e dottrinali e il rigore speculativo, è da
ritenere che Michele Cascavilla occupi un posto preminente nella presente
valutazione comparativa.
Il
candidato Rizzi presenta tre monografie e alcuni saggi sui quali intende essere valutato. Tali titoli
sono sicuramente apprezzabili per la qualità scientifica. Essi hanno per
oggetto tematiche classiche della filosofia del diritto e della filosofia della
politica; tuttavia il loro svolgimento è indiscutibilmente orientato verso la
filosofia della politica, che è un raggruppamento disciplinare affine, ma
distinto dallo JUS 20 (Filosofia del diritto) e indicato con la sigla SPS 01. D’altra
parte, l’afferenza delle sue pubblicazioni al raggruppamento disciplinare di
filosofia della politica, SPS 01, è confermato anche dalla sua attività
didattica e dagli altri suoi titoli accademici, tutti legati appunto a questa
disciplina. Per tali ragioni, esistendo altro raggruppamento specificamente
indicato, ritengo che il candidato non possa essere preso in considerazione nel
presente concorso.
Prof. Antonio TARANTINO
Il
candidato Rizzi presenta tre monografie e alcuni saggi. La sua produzione
scientifica, caratterizzata per affrontare problematiche di filosofia politica,
è svolta con rigorosità e impegno, tanto nelle monografie che nei saggi. Il
candidato si caratterizza in tutta la
sua produzione per un taglio di stretta filosofia politica. Pertanto, la
produzione del candidato pur apprezzabile non è pertinente ai fini della
presente valutazione comparativa.
Prof. Mario JORI
La produzione del candidato
è abbondante, anche considerando che egli si dedica alla ricerca da più di 25
anni. La sua produzione ha una forte connotazione storiografica: le monografie
su Rousseau (del 1997), su Hegel (del 1993) e su Kelsen politologo (del 1990)
sono corrette, ma si sostanziano fondamentalmente in una presentazione del
pensiero dell’autore studiato. Le ricerche del candidato appaiono meritevoli di
attenzione, ma sono tutte incentrate sulla filosofia della politica più che
sulla filosofia del diritto.
Prof.
Francesco CAVALLA
La produzione del candidato Lino Rizzi pur distesa
in un arco di tempo superiore a quello mediamente esibito da altri candidati a
valutazioni comparative di prima fascia può comunque considerarsi copiosa.
Risulta subito però che almeno due monografie (in una in particolare ciò è
dichiarato dall’autore stesso in sede di presentazione del volume) i temi sono
sviluppati tenendo conto dei problemi tipici relativi alla filosofia della
politica e non della filosofia del diritto. Ma anche per il terzo volume
–quello su Hegel e lo Stato- nel quale pure si affrontano temi quali
reato e pena, ciò che è più proprio della filosofia del diritto è esposto
descrittivamente senza un particolare impegno interpretativo e senza adeguate
conoscenze bibliografiche. Per tutto queste ragioni, pur dovendo riconoscere il
livello complessivo della produzione del Rizzi, non pare che essa sia rilevante
ai fini della presente procedura comparativa.
Prof. Francesco D’AGOSTINO
Il candidato Lino Rizzi proviene da studi filosofici
e filosofico-politici e tutta la sua ingente produzione è caratterizzata da
questo orientamento. Presenta alla Commissione la pubblicazione parziale della
sua tesi di laurea, risalente al 1978, un volume di cui è curatore (Identità naturale e finalità politica)
del 1989, e tre monografie: una sulla teoria politica di Kelsen, del 1990, una
su Eticità e Stato in Hegel del 1993,
una su Liberalismo etico e religione
civile in Rousseau del 1997. La
tesi di laurea è evidentemente un lavoro immaturo e non meritevole di essere
presentato per una valutazione comparativa relativa ad un posto di professore
universitario di ruolo di prima fascia. Gli altri lavori mostrano una
progressiva maturazione delle capacità di ricerca del candidato, anche se
quelli su Hegel, Kelsen e Rousseau appaiono a chi scrive essenzialmente
descrittivi e non particolarmente originali. Analoga considerazione va fatta
per molti dei saggi del Rizzi, alcuni dei quali (esemplare Punir et reconnaître del 2003) mostrano carenze per quel che
concerne la documentazione sulla letteratura scientifica in materia e
particolarmente su quella italiana. A parere dello scrivente è lecito
attendersi dal candidato ulteriori prove nel campo specifico della filosofia
del diritto.
Candidato TRUJILLO PEREZ Isabel Ascension
La produzione scientifica della candidata comprende
due monografie e numerosi saggi sui temi della cittadinanza e del rapporto tra
diritti soggettivi e giustizia. Di altri volumi ha curato, da sola o in
collaborazione, la traduzione e la pubblicazione. Tutti questi lavori sono
pubblicati da case editrici o riviste
particolarmente qualificate per la loro serietà scientifica e per la loro
diffusione nazionale e internazionale.
Gli interessi oggetto di questi studi sono
estremamente vari e riescono a raggiungere un rimarchevole equilibrio tra
analisi storica e impegno teoretico. In particolare lo studio su Francisco
Vitoria denota, oltre al rigore
storiografico, una sottile sensibilità filosofica per il problema antropologico
dell’alterità e per il problema etico dell’accettazione delle differenze. La
monografia sull’Imparzialità sviluppa, con estremo equilibrio e maturità
intellettuale, uno dei temi più complessi della teoria della giustizia.
L' attività di ricerca è accompagnata, con
continuità e impegno, dall'attività didattica svolta presso le Facoltà di
Giurisprudenza dell'università di
Palermo e di Roma Tor Vergata A
questo va aggiunta la docenza in numerosi corsi di aggiornamento presso diverse
prestigiose organizzazioni, la partecipazione a congressi e le relazioni ivi
svolte.
Tutti questi elementi comprovano la completa maturità scientifica della
candidata, espressa dal rilievo e dalla complessità degli studi svolti, dalla
rigorosità metodologica, dall'equilibrio analitico, dall'ottima conoscenza
della letteratura italiana e straniera .
Prof. Antonio Tarantino - Membro eletto
La candidata presenta due
consistenti e scientificamente rigorose monografie, una sul diritto alla
comunicazione e i confini della socialità umana nel pensiero del de Vitoria, l’altra sul problema della
imparzialità esaminato nell’ambito morale, in quello politico e in quello
giuridico. Alla fine di quest’ultima monografia, con spunti di originalità,
indica le vie che garantiscono un’affidabile imparzialità. Presenta, inoltre,
alcuni articoli e alcuni saggi pubblicati in prestigiose riviste o in volumi
collettanei. Articoli e saggi che si sviluppano intorno alle problematiche
attuali dei diritti. Anche gli articoli e i saggi sono svolti con rigorosità e
spunti di originalità.
La
produzione scientifica della candidata, studiosa matura di Filosofia del
diritto, è svolta con rigorosità scientifica certa, è pertinente alle tematiche
delle discipline del settore concorsuale e dimostra continuità nel tempo;
dimostra inoltre, padronanza approfondita della materia trattata, sicurezza
nell’accostamento delle teorie raffrontate, e una molto buona capacità
critico-ricostruttiva.
Prof. Mario Jori -
Membro eletto
La
prof.ssa Trujillo proviene da studi filosofici, che hanno trovato il loro
sbocco nella filosofia del diritto, come è attestato dal dottorato di ricerca
da lei conseguito e dalla sua successiva attività come ricercatrice
universitaria in questa materia. I lavori che presenta possono dividersi in due
categorie: nella prima figura la monografia su Francisco de Vitoria e il
contributo su Falsi universalismi e vero
universalismo, nella seconda tutti gli altri. La monografia su de Vitoria,
del 1997, ha un evidente impianto storiografico di notevole originalità; nel
pensatore spagnolo Isabel Trujillo vede non solo uno dei fondatori del moderno
diritto internazionale, ma soprattutto il teorico di una antropologia fondata
sul principio della comunicazione, come principio costitutivamente giuridico
(il successivo lavoro del 2000 conferma le acquisizioni raggiunte, documentandole
ulteriormente). La monografia è un
testo interessante, completo, filologicamente corretto. Negli altri lavori la
candidata abbandona la prospettiva storiografica e orienta i suoi interessi
sulla teoria dei diritti e della giustizia politica: dedica pagine interessanti
alla teoria della cittadinanza, ai diritti sociali, alla giustizia
distrubutiva. La monografia Imparzialità rappresenta
in modo compiuto questi interessi meta-storiografici della candidata: si tratta
di una ricerca attenta e completa, anche se antropologicamente non esaustiva,
su di un paradigma di vitale rilevanza per la teoria etica e giuridica
contemporanea, nonché per l’esperienza forense e giudiziaria. Con questo
lavoro, Isabel Trujillo si pone in una posizione di spicco nell’ambito dei
giovani studiosi di filosofi del diritto operanti in Italia e merita, a
giudizio di chi scrive, attenzione ai fini della presente valutazione
comparativa.
Prof. Francesco Cavalla - Membro eletto
La carriera didattica di Isabel Trujillo si svolge
interamente nell’ambito delle discipline filosofico giuridiche avendo ricoperto
successivamente i ruoli di ricercatore e professore associato nelle predette
materie, presso l’Università di Palermo.
La produzione scientifica consiste di otto saggi
diversamente estesi ed impegnati, e due monografie. Quanto ai primi si nota una
costante tensione della candidata al chiarimento di concetti perplessi con
risultati, talvolta, realmente degni di nota come accade, ad esempio, nel
saggio sui diritti procedurali e in quello sui diritti sociali.
Tra i lavori di più ampio respiro, una prima
monografia è dedicata al pensiero di Francisco de Vitoria. Autore non molto
frequentato nella filosofia del diritto italiana, Vitoria riceve dalla
candidata un’analisi ed un’esposizione estremamente chiara e puntuale: essa è
dominata da un criterio interpretativo certamente efficace quale è quello del
“diritto alla comunicazione”, a partire dal quale si comprende l’orientamento
del gesuita spagnolo nelle discussioni a lui contemporanee sulla legittimità
delle conquiste in America.
Senz’altro più intensa è la seconda monografia dal tema Imparzialità.
Dopo un opportuno chiarimento semantico del termine, l’Autrice ci mostra come
esso alluda ad un principio pressoché indiscusso, ma innervi poi una prassi
ispirata ad orientamenti non sempre omogenei ed univoci. Allo scopo l’Autrice
sorveglia momenti caratteristici dell’esperienza etica, politica e giuridica:
in ogni ambito vengono messi in luce i modi con cui il principio di
imparzialità è invocato, attuato o tradito; l’esito è costituito da un’analisi
ampia, interessante e spesso innovativa, sebbene non si estenda sino alla
critica del fondamento ontologico cui inesorabilmente l’idea di imparzialità
rinvia.
La produzione della candidata la propone senz’altro come rilevante ai fini della presente procedura comparativa.
Prof. Francesco D’Agostino - Presidente
La candidata presenta due monografie: la prima,
dedicata al pensiero di Francisco de Vitoria, unisce a una sicura capacità di
ricostruzione storiografica l’esplicita intenzione di riflettere su di una
categoria filosofico-giuridica essenziale, quale quella della comunicazione. La
seconda monografia, Imparzialità, si
raccomanda per il rigore analitico con cui il tema viene affrontato e per la
capacità dimostrata dalla candidata di trarre profitto dalla più recente
letteratura, soprattutto anglosassone in materia. Quest’ultimo testo
sicuramente si raccomanda come il miglior lavoro attualmente disponibile su
questo tema cruciale per la filosofia del giudizio. Negli articoli che la
candidata presenta alla commissione, accanto alle due monografie, spiccano
quelli relativi ai diritti sociali, alla giustizia procedurale e al tema della
cittadinanza: da essi emerge in modo univoco la serietà del lavoro scientifico
della candidata e l’accuratezza della sua documentazione.
Considerando altresì le attività didattiche svolte,
sia a Roma che ad Enna, la candidata, per l’indubbia maturità scientifica che
dimostra, deve essere collocata a giudizio di chi scrive tra i candidati
meritevoli di essere presi in considerazione ai fini della presente valutazione
comparativa.
Dopo
la formulazione dei giudizi individuali sui candidati, la Commissione procede
all’individuazione delle tematiche, in tutto cinque, da sottoporre al candidato
RIZZI per la prova orale. Individuate all’unanimità le tematiche, il Presidente
predispone cinque buste, che vengono firmate da tutti i commissari.
Le
tematiche individuate sono le seguenti:
1..L’influsso
della destra hegeliana sul diritto pubblico tedesco
2 Scienza
del diritto e sistematica giuridica
3.L’interpretazione analitica di Kelsen
4. La certezza del diritto
5. Diritto e giustizia in S.Agostino
Le cinque buste sono
affidate al Presidente, perché ne curi la conservazione fino al momento in cui
saranno sottoposte al candidato, che ne sorteggerà tre, tra le quali sceglierà
il tema da svolgere.
La
seduta è tolta alle ore 11.20 ed è
riconvocata seduta stante.
Letto, approvato e sottoscritto seduta stante.
La
Commissione:
Prof. Francesco D’Agostino - Presidente
Prof. Francesco Cavalla - Membro eletto
Prof. Mario Jori -
Membro eletto
Prof. Antonio Tarantino - Membro eletto
Prof. Bruno Montanari - Segretario